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Consigli per gli acquisti: Sony PXW-X70

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Solitamente per i miei film e per altri lavori audiovisivi utilizzo ancora una Canon 5D mark III, macchina tuttora versatile, potente, affidabile e ampiamente configurabile: attrezzata con tutte le componenti adeguate diventa una macchina da presa a tutti gli effetti, con i suoi pro e contro. Finora non mi posso lamentare della risposta di questa macchina, davvero eccellente, sebbene già da un po' sia uscito il modello aggiornato, ossia la Canon 5D mark IV, le cui caratteristiche non mi hanno però convinto a tal punto da sentire l'esigenza di un aggiornamento. Di recente, per differenziare le tipologie produttive e venire incontro alle esigenze di altri progetti, ho deciso di acquistare una macchina più compatta e leggera, che mi permettesse una maggiore libertà di movimento e immediatezza di utilizzo anche in situazioni più veloci e meno strutturate, seppur con la necessità di una qualità professionale. Dopo attenta analisi, la mia scelta è caduta su una Sony PXW-X70 ...

La scrittura cinematografica

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Oggi vi parlo di un pratico e interessante manuale, che viene incontro a un'esigenza piuttosto comune a chi si cimenti nella scrittura di un film: come formattare in modo corretto una sceneggiatura. Chiunque abbia infatti provato a fissare su un foglio le immagini che aveva in testa pensando che il film fosse già cosa fatta, si sarà reso conto di quanto invece la scrittura cinematografica sia un'arte complessa e ricca di sfaccettature, che richiede precise competenze tecniche oltre che artistiche. Molto spesso certe situazioni tanto comuni e alla portata di ognuno nella vita di tutti i giorni (una telefonata, un viaggio in auto, la lettura di un messaggio Whatsapp, scene ambientate in più stanze nella medesima location, etc.) sono tutt'altro che facili da rendere in forma filmica. Ciò è vero soprattutto in Italia perché, a differenza degli U.S.A. (dove il cinema è un'industria ed è trattato con una metodica scientifica), qui da noi c'è ancora una concezione molto...

Jean-Claude Van Johnson

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Disponibile su Amazon Prime Video per tutti gli utenti iscritti al servizio, Jean-Claude Van Johnson  è un'interessante e curiosa serie con protagonista una (passata) leggenda del cinema action, Jean-Claude Van Damme, nato Jean-Claude Camille François Van Varenberg e noto anche come "mussels from Brussels" ("i muscoli di Bruxelles"). Tutti quelli della mia generazione se lo ricordano sicuramente bene e io stesso non nascondo di aver apprezzato i suoi film quando ero ragazzino. Anticipata mesi prima da un simpatico teaser, che altro non ha fatto che aumentare l'hype per il ritorno sulle scene dell'attore belga, da tempo lontano dai riflettori, i sei episodi della durata di circa 30' l'uno che costituiscono la prima stagione della serie confermano le aspettative: azione, comicità, riflessione e alcuni elementi autobiografici. Nella storia Van Damme interpreta più o meno se stesso, sebbene in forma ovviamente romanzata: la sua carriera artistic...

La trilogia del doppio

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Concedetemi questo post autocelebrativo per ringraziare di cuore il Verona Film Festival - Comune di Verona per aver organizzato Lo specchio e il suo doppio - La trilogia gotica di Luca Caserta . L'evento si è svolto sabato 20 gennaio 2018 presso la Sala Convegni del Palazzo della Gran Guardia (Verona) alla presenza di un pubblico numerosissimo, attento e partecipe. Molti spettatori non sono potuti entrare per problemi di capienza e sicurezza della sala, il che ci "costringerà" in futuro a organizzare una nuova proiezione. Un vero successo. Cosa desiderare di più...? A seguire, moderato dal critico cinematografico Giancarlo Beltrame, si è tenuto l'incontro con il pubblico al quale hanno partecipato il sottoscritto e gli attori protagonisti dei tre film: Elisa Bertato ( Dentro lo specchio ), Davide Bardi ( Dal profondo ) e Francesco Laruffa ( L'altra faccia della luna ). L'evento è stata l'occasione per la première ufficiale dell'ultimo capitolo de...

Lo specchio e il suo doppio

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"Piccolo spazio pubblicità" cantava Vasco Rossi nei mitici anni '80. Eccomi infatti qui a presentarvi la mia trilogia del doppio, che include i cortometraggi Dentro lo specchio  (2011), Dal profondo  (2014) e L'altra faccia della luna  (2016). Sabato 20 gennaio, alle 16.30 , sarà proiettata in versione integrale presso la Sala Convegni del Palazzo della Gran Guardia di Verona. L'evento sarà anche l'occasione per la première ufficiale di L'altra faccia della luna . In questi film mi sono servito del cinema di genere neo-noir e gotico per analizzare il lato oscuro dell'animo umano e i mostri che in esso possono nascondersi, stratificando a più livelli i significati e cercando una voce espressiva personale. È un percorso artistico di ricerca iniziato alcuni anni fa con due miei spettacoli teatrali, Otello - Altre verità  (2008) e L'appuntamento  (2009), che trattavano la medesima tematica. Le fonti d'ispirazioni sono molteplici, sia letterari...

In acque profonde

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A seguito dell'incontro con David Lynch alla Festa del Cinema di Roma 2017, ho di recente riletto In acque profonde , un suo interessante libro del 2006 edito in Italia da Mondadori. E' un'opera agevole, che scorre con piacere e in cui il regista affronta varie tematiche, dalla carriera al proprio metodo di lavoro, ma anche confida i propri gusti, passioni e ossessioni. Ne emerge l'immagine di un uomo sensibile, poliedrico, geniale. Artista a tutto tondo e assoluto. Punto centrale attorno a cui ruota il testo è però la meditazione trascendentale, di cui Lynch è convinto sostenitore e praticante fin dagli anni '70 (tutti i giorni, due volte al giorno per 20 minuti), tanto da dedicare a questa disciplina una Fondazione, la David Lynch Foundation for Consciousness-based Education and World Peace . Lynch definisce la meditazione come oro puro sotto forma di energia, una fonte potentissima di beatitudine e pace in grado d'immergici in noi stessi per arrivare al ...

Giusto in tempo...!

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Cosa c'è di meglio in un giorno come questo, a cavallo tra un anno e l'altro, che guardare un film in cui si parli di viaggi nel tempo? Mi riferisco a Back in Time  di Jason Aron, documentario dedicato alla trilogia di Ritorno al futuro  uscito nel 2015, a 30 anni esatti dal primo capitolo della saga di Robert Zemeckis. Il film è ricco di aneddoti sulla realizzazione della trilogia e corredato da interviste al regista, al co-sceneggiatore Bob Gale, al cast e ad altri collaboratori che hanno preso parte alla lavorazione dei tre episodi. Fa un certo che ritrovare Michael J. Fox provato (ma non piegato) dal morbo di Parkinson, sebbene sempre brillante e simpatico. Non manca una cospicua parte dedicata a un'altra protagonista della saga, ossia la meravigliosa DeLorean DMC-12, divenuta negli anni vero e proprio oggetto di culto. Chi non desidererebbe possederne una...? Buono spazio nel documentario è lasciato anche al mondo dei fan e all'eredità che Ritorno al Futur...