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Dantedì - L'inferno

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In occasione del primo Dantedì, giornata nazionale indetta per celebrare il sommo poeta e le sue opere, riscopriamo L'Inferno , film muto del 1911 ispirato alla prima cantica della "Divina Commedia". La pellicola, prodotta da Saffi-Comerio e Milano Films per la regia di Francesco Bertolini, Giuseppe de Liguoro  e Adolfo Padovan, segue in modo fedele il testo dantesco. Della durata di circa 68 minuti (ma variabile a seconda delle versioni in circolazione), si tratta del primo film italiano a cinque bobine. Un'opera che mette in campo un un enorme dispendio di risorse e mezzi, tra scenografie, costumi, grandi masse di comparse e tantissimi effetti speciali che rimandano alle sperimentazioni effettuate da Méliès e sicuramente all'avanguardia per l'epoca. Alcune scene vennero anche girate in esterni presso il letto della Grigna, un torrente in Val Camonica. Nel film, che s'ispira alle celebri illustrazioni di Gustave Doré, emerge un notevole gusto iconogra...

Contagion

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Di questi tempi (ri)vedere Contagion di Steven Soderbergh può essere un'esperienza al tempo stesso angosciante e affascinante. Sono incredibilmente molte, infatti, le somiglianze tra questo film (datato 2011!) e l'epidemia che sta facendo tremare il mondo mettendone, a quanto pare, in ginocchio l'economia. Al centro della pellicola  c'è la diffusione di una nuova pandemia sconosciuta e altamente letale su base planetaria. Il virus, qui denominato MEV-1, si diffonde per via aerea e per contatto con le superfici infette. I medici del Center for Disease Control e dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, allarmati dal rapido moltiplicarsi dell'infezione, cercano di isolare velocemente il nuovo virus, trovare una cura e circoscrivere il contagio iniziato a Hong Kong. Mentre tentano in ogni modo di limitare il numero di decessi, si diffondono notizie false e incontrollate che vanno ad alimentare la psicosi collettiva innescando panico, disordini civili e viole...

1917, una sinfonia cinematografica

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Uscito nelle sale a gennaio e fresco vincitore di numerosi premi, tra cui si segnalano quelli ai Golden Globe come Miglior Film e Miglior Regia e agli Oscar come Miglior Fotografia, la nuova opera di Sem Mendes è una sinfonia cinematografica, un elegante esercizio sia di stile che di tecnica, non però fine a se stesso, ma capace di coinvolgere emotivamente lo spettatore. Il film, ambientato durante la Prima Guerra Mondiale, narra le vicende di due giovani caporali britannici, William Schofield (George MacKay) e Tom Blake (Dean-Charles Chapman), a cui il 6 aprile 1917 viene affidata dal Generale Erinmore una missione all'apparenza impossibile: attraversare il territorio nemico con lo scopo di recapitare al colonnello Mackenzie del 2° Devonshire un messaggio che eviterà un attacco suicida. Per il soggetto Sam Mendes ha dichiarato di essersi ispirato ai racconti di guerra di suo nonno Alfred Hubert Mendes, che ha combattuto per due anni sul fronte francese nella 1st Rifle Briga...

Joker, specchio della società odierna

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Joaquin Phoenix è Joker. Joker è Joaquine Phoenix. In queste poche (banali) parole si può riassumere l'essenza di un film potente, necessario e bellissimo, che vede nell'interpretazione del suo attore protagonista un punto altissimo che di sicuro lascerà il segno nella storia del Cinema. Il modo mimetico in cui Phoenix è scivolato nella pelle di Arthur Fleck (alias Joker) ha dell'incredibile ed è frutto di una ricerca tanto psicologica quanto chiaramente istintiva, oltre che fisica (è dimagrito ben 26 kg seguendo una dieta rigidissima per calarsi nella parte, "concentrandosi sulla sottrazione", parole sue). Il risultato va ben oltre a quello già altissimo raggiunto dal compianto Heath Ledger con il suo Joker. Quello di Phoenix è un lavoro immenso, che ha dato vita a una maschera tragica e dolente, specchio dell'uomo contemporaneo, schiacciato, umiliato, vituperato, bullizzato dalla società malata in cui vive. In cui tutti noi viviamo, sempre più alienati e di...

C'era una volta a... Hollywood

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  C'è poco da dire, signori: è un capolavoro. Ma tanto capolavoro. 161 minuti di puro godimento cinematografico, con un finale bomba che vi lascerà letteralmente senza fiato. Cinema allo stato puro nella sua massima espressione con Di Caprio/Brad Pitt in stato di grazia e una sceneggiatura che è la summa perfezionata di tutto il cinema di Tarantino venuto prima: travolgente, visionaria, eccessiva, ma allo stesso tempo asciutta e accurata. Duende. Da Oscar. Insomma, per dirla con le parole di Quentin: "È un fottuto capolavoro, cazzo! Correte a vederlo".  

Apollo 11: andata e ritorno dalla Luna

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Programmato come evento speciale nelle sale italiane solo il 9, 10 e 11 settembre nel circuito Nexo Digital con il supporto di Radio Deejay, Mymovies.it e Discovery Channel, Apollo 11 è un vero piacere per gli occhi, per la mente e per il cuore, un'opera in grado di coinvolgere, stupire e affascinare, tanto che "The Guardian" lo ha definito "uno dei più straordinari film sullo spazio mai realizzati". Diretto e montato da Todd Douglas Miller a partire da straordinari materiali d'archivio in 70 mm originali dell'epoca, il film, che teoricamente dovrebbe rientrare nella categoria del documentario, si svolge e sviluppa come un vero e proprio film di fiction, risucchiando gli spettatori indietro di 50 anni: si ha infatti la sensazione di trovarsi improvvisamente catapultati negli Stati Uniti del 1969, vivendo la tensione che precede i preparativi per il decollo, il conto alla rovescia, l'impressionante potenza sviluppata dall'accensione de...

IT 2 ovvero "non ci siamo - parte seconda"

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Torna il secondo e ultimo capitolo della nuova trasposizione di IT , tratta dall'omonimo romanzo del re del brivido Stephen King. Hype altissimo e, come il precedente, prevedibile campione d'incassi milionari sfracella-botteghino già nel primo weekend di programmazione, il film si riconferma una vera manna dal cielo per i produttori e una boccata d'ossigeno per gli esercenti cinematografici. Così come il precedente episodio il risultato non è però, ahimé, soddisfacente. Fin dall'inizio è tuttavia lampante che questo secondo capitolo è superiore al primo, riuscendo perfino a rendere convincente la rischiosa e diversa ambientazione cronologica rispetto al romanzo: 1989 e 2016 nella versione cinematografica, 1957 e 1984 nell'originale di Stephen King, che nel film si ritaglia un piccolo cameo come gestore del mercatino dell'usato in cui Bill Denbrough trova la sua vecchia bicicletta "Silver". Sia chiaro, la pellicola di Andrés Muschietti è visivament...