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Apollo 11: andata e ritorno dalla Luna

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Programmato come evento speciale nelle sale italiane solo il 9, 10 e 11 settembre nel circuito Nexo Digital con il supporto di Radio Deejay, Mymovies.it e Discovery Channel, Apollo 11 è un vero piacere per gli occhi, per la mente e per il cuore, un'opera in grado di coinvolgere, stupire e affascinare, tanto che "The Guardian" lo ha definito "uno dei più straordinari film sullo spazio mai realizzati". Diretto e montato da Todd Douglas Miller a partire da straordinari materiali d'archivio in 70 mm originali dell'epoca, il film, che teoricamente dovrebbe rientrare nella categoria del documentario, si svolge e sviluppa come un vero e proprio film di fiction, risucchiando gli spettatori indietro di 50 anni: si ha infatti la sensazione di trovarsi improvvisamente catapultati negli Stati Uniti del 1969, vivendo la tensione che precede i preparativi per il decollo, il conto alla rovescia, l'impressionante potenza sviluppata dall'accensione de...

IT 2 ovvero "non ci siamo - parte seconda"

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Torna il secondo e ultimo capitolo della nuova trasposizione di IT , tratta dall'omonimo romanzo del re del brivido Stephen King. Hype altissimo e, come il precedente, prevedibile campione d'incassi milionari sfracella-botteghino già nel primo weekend di programmazione, il film si riconferma una vera manna dal cielo per i produttori e una boccata d'ossigeno per gli esercenti cinematografici. Così come il precedente episodio il risultato non è però, ahimé, soddisfacente. Fin dall'inizio è tuttavia lampante che questo secondo capitolo è superiore al primo, riuscendo perfino a rendere convincente la rischiosa e diversa ambientazione cronologica rispetto al romanzo: 1989 e 2016 nella versione cinematografica, 1957 e 1984 nell'originale di Stephen King, che nel film si ritaglia un piccolo cameo come gestore del mercatino dell'usato in cui Bill Denbrough trova la sua vecchia bicicletta "Silver". Sia chiaro, la pellicola di Andrés Muschietti è visivament...

Benvenuto Signor Diavolo

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Chi si dà pensiero per le sorti del cinema di genere italiano e la sua presunta morte per un po' può mettersi il cuore in pace, perché ci ha pensato un vivo e vegeto Pupi Avati a farsene carico con il suo quarantesimo lungometraggio cinematografico. A 80 anni (quasi 81!) il maestro dell'horror padano (e non solo...) firma un'opera intensa, affascinante e suggestiva, in cui fanno da sfondo luci, ombre e contraddizioni di quella Democrazia Cristiana che a lungo ha guidato le sorti dell'Italia, influenzandone non poco anche gli aspetti culturali. Prodotto dalla Duea Film con Rai Cinema e ambientato nella cattolicissima provincia veneta del 1952 (perfettamente ricostruita), il film segue le vicende dell'istruttoria sull'omicidio dell'adolescente Emilio Vestry Musi, guardato con sospetto da tutti e additato per alcune deformità fisiche, che la superstizione religiosa popolare identifica come segni demoniaci. La madre della vittima, appartenente a un'illu...

Caro Mostro... buon anniversario, Frankenstein.

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In occasione del bicentenario della pubblicazione di  Frankenstein o il moderno Prometeo  (11 marzo 1818), romanzo che consegnò la sua autrice Mary Shelley a fama imperitura, vari sono stati gli eventi celebrativi in suo onore. Partecipando a uno di questi ("Caro mostro - Il mito di Frankenstein nel Cinema", organizzato da Verona Film Festival, Comune di Verona e Università di Verona), ho avuto l'occasione di assistere alla proiezione di tre film classici dedicati all'opera, ovvero   Frankenstein , La moglie di Frankenstein  e Il figlio di Frankenstein . Tre film che riprendono, riadattano e in un certo senso rinnovano a modo loro l'immagine del mostro romantico creato dalla scrittrice britannica e ne delineano quell'iconografia giunta nell'immaginario collettivo sino ai giorni nostri. In Frankenstein  (1931) di James Whale, il primo film dell'epoca del sonoro dedicato alla creatura di Shelley, la trasposizione dell'opera letteraria è pi...

2010: L'anno del contatto

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In occasione del ritorno nelle sale nel mese di giugno di 2001: Odissea nello spazio in una nuova veste restaurata nella magnificenza dei 4K, ho finalmente preso il coraggio di guardare 2010: L'anno del contatto , cosa che di fatto avevo sempre rimandato con timore per l'amore e la venerazione che nutro nei confronti del capolavoro di Stanley Kubrick.   2010 è un film del 1984, sequel più o meno "ufficiale" di 2001 e che non vede alcun coinvolgimento da parte di Kubrick. La regia è affidata a Peter Hyams, classe 1943, buon mestierante e autore di maniera dalla decorosa carriera ( Man i sporche sulla città, Capricorn One, Atmosfera Zero, Timecop sono alcune delle opere da lui dirette), che qui firma anche la direzione della fotografia. Protagonista Roy Scheider, volto noto soprattutto del cinema anni '70-'80 ( Il braccio violento della legge , Lo squalo , Il maratoneta , etc.), che interpreta il Dott. Heywood Floyd, ruolo già ricoperto da William Sylve...

Solo: A Star Wars Story

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Dico anch'io la mia su Solo: A Star Wars Story , il nuovo spin-off tratto dall'universo creato ormai quarant'anni fa da George Lucas e passato nella (pericolose) mani della Disney. Una lavorazione difficile, che ha portato, com'è noto, al licenziamento dei due registi originari (Phil Lord e Christopher Miller), poi sostituiti dal più rassicurante Ron Howard. Difficile sapere in che misura l'apporto autoriale degli uni e dell'altro sia confluito nel film, fatto sta che il risultato finale è stato controverso e ha diviso pubblico e critica tra soddisfatti e delusi. Personalmente a me non è dispiaciuto, l'ho trovato un buon film di fantascienza, compatto e ben diretto, che conferma ancora una volta come gli spin-off della serie siano superiori ai nuovi capitoli della linea narrativa principale (il VII e l'VIII, gli unici usciti finora), apportando maggiore linfa ed estro alla saga. Si possono magari obbiettare alcuni aspetti o risvolti della sceneggiat...

Consigli per gli acquisti: Sony PXW-X70

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Solitamente per i miei film e per altri lavori audiovisivi utilizzo ancora una Canon 5D mark III, macchina tuttora versatile, potente, affidabile e ampiamente configurabile: attrezzata con tutte le componenti adeguate diventa una macchina da presa a tutti gli effetti, con i suoi pro e contro. Finora non mi posso lamentare della risposta di questa macchina, davvero eccellente, sebbene già da un po' sia uscito il modello aggiornato, ossia la Canon 5D mark IV, le cui caratteristiche non mi hanno però convinto a tal punto da sentire l'esigenza di un aggiornamento. Di recente, per differenziare le tipologie produttive e venire incontro alle esigenze di altri progetti, ho deciso di acquistare una macchina più compatta e leggera, che mi permettesse una maggiore libertà di movimento e immediatezza di utilizzo anche in situazioni più veloci e meno strutturate, seppur con la necessità di una qualità professionale. Dopo attenta analisi, la mia scelta è caduta su una Sony PXW-X70 ...